Nel panorama dell’arte contemporanea internazionale, la Galleria d’Arte Contini si distingue da sempre per una visione curatoriale capace di coniugare rigore, sensibilità e respiro globale. Con la mostra LOVE WILL SAVE US, allestita nella sede di Cortina d’Ampezzo, dal 27 dicembre al 6 aprile 2026 la galleria riafferma il proprio ruolo di interprete autorevole del dialogo tra arte, territorio e grandi temi del presente.
Scegliere di portare nel cuore delle Dolomiti il lavoro di Lorenzo Quinn significa dare forma a una visione precisa: l’arte come linguaggio universale, capace di parlare a pubblici diversi senza rinunciare alla profondità del messaggio.
La Galleria Contini costruisce così un progetto espositivo che non si limita a presentare opere, ma crea un contesto, un’esperienza, un tempo sospeso in cui lo spettatore è invitato a sostare, osservare, riflettere.
Le trentacinque opere in mostra – tra sculture e dipinti – raccontano l’amore come forza generativa e responsabilità collettiva. Un tema caro a Quinn, che trova nella curatela della Contini Gallery una cornice ideale: equilibrata, misurata, capace di valorizzare tanto la potenza simbolica dei lavori quanto la loro dimensione umana. Le mani, elemento iconico del linguaggio dell’artista, diventano qui segni di connessione, ponti visivi ed emotivi che si estendono dal singolo all’universale.
In questo dialogo, la galleria svolge un ruolo centrale: accompagna il visitatore senza guidarlo, suggerisce senza imporre, lasciando che siano le opere a parlare. È una cifra curatoriale riconoscibile, costruita nel tempo, che rende ogni progetto della Galleria d’Arte Contini un luogo di incontro tra estetica e pensiero, tra emozione e consapevolezza.
Il contesto di Cortina d’Ampezzo amplifica ulteriormente il senso della mostra. Qui, dove la natura impone silenzio e misura, l’arte di Quinn trova un’eco naturale. La galleria diventa così spazio di contemplazione, soglia tra paesaggio e interiorità, tra la maestosità delle Dolomiti e la fragilità dei legami umani raccontati dalle opere.
Con LOVE WILL SAVE US, la Galleria d’Arte Contini conferma la propria vocazione internazionale e la capacità di scegliere artisti che non rincorrono la provocazione fine a sé stessa, ma propongono una visione. Una visione che parla di unità, responsabilità e speranza, e che riconosce nell’arte uno degli ultimi luoghi autentici di dialogo possibile.

Un progetto che non celebra soltanto un artista di fama mondiale, ma riafferma il ruolo della galleria come spazio culturale vivo, capace di leggere il presente e restituirlo sotto forma di bellezza pensata, condivisa, necessaria.
Lorenzo Quinn è uno scultore figurativo italo-americano di fama internazionale, è nato a Roma nel 1966 dall’attore messicano-statunitense, il premio Oscar Anthony Quinn, e dalla sua seconda moglie, la costumista Iolanda Addolori. Durante gli anni di studio presso l’American Academy of Fine Arts di New York, Quinn capì che, tra tutte le arti, il suo futuro si sarebbe realizzato nella scultura. La potenza comunicativa e l’immediatezza del messaggio sono gli elementi che caratterizzano le sue opere, in particolare le sculture monumentali di arte pubblica che, negli ultimi due decenni, Quinn ha esposto in numerosi e prestigiosi contesti internazionali, conquistando il pubblico di tutto il mondo.
Le sue creazioni trasmettono valori eterni ed emozioni positive:
«Preferisco continuare a realizzare opere che ispirino amore e unità, anche se sono consapevole che il mondo sembra favorire un’arte che promuove la controversia e la divisione- afferma Lorenzo- Come artista, come padre e come persona, aspiro a lasciare il mondo in condizioni migliori di quelle in cui sono nato. Il mondo è un dono meraviglioso ma precario, in cui la vita su questo pianeta è mantenuta in un delicato equilibrio.”
Tra le opere monumentali più celebri si ricordano “Support” (2017), esposta a Venezia — le mani di un bambino che emergono dall’acqua del Canal Grande per sorreggere Ca’ Sagredo, simbolo della bellezza e fragilità della città — e “Building Bridges” (2019), all’Arsenale di Venezia — sei coppie di mani che rappresentano sei valori universalmente riconosciuti come fondamentali: amicizia, saggezza, aiuto, fede, speranza e amore. “Give” (2020), installata nei Giardini di Boboli di Palazzo Pitti a Firenze, testimonia l’importanza del “dono”. Di grande impatto anche “Together” (2021), opera di land art presentata prima a Cannes e poi nella mostra “Forever is Now” in Egitto, in occasione del primo evento di arte contemporanea ospitato nel sito UNESCO delle Piramidi di Giza; “The Greatest Goal” (2022), realizzata in occasione dei Mondiali di calcio in Qatar. Tra le opere più recenti figurano “Baby 3.0” (2022), installata nel Giardino della Città Metropolitana di Venezia, con la quale l’artista auspica una nuova rinascita dell’Umanità; “Building Bridges” (2023) a Vieste; “Paint your Life” (2024) a Caorle (Venezia); “Building Bridges” (2024) a Marina di Pietrasanta; e “Anime di Venezia – Souls of Venice” (2024), installata a Venezia in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Marco Polo e in concomitanza con la 60ª Biennale d’Arte.
Nel settembre 2024 l’opera “Artisanal Intelligence” conquista la passerella di Tod’s durante la Milano Fashion Week, mentre in ottobre viene inaugurata “Together” a Mascate. Nel 2025 “Building Bridges” prosegue il suo viaggio attraverso le città italiane come simbolo di unità e raggiunge Martina Franca, in Puglia. A maggio viene inaugurata a Roma “Urania’s Passion”, in collaborazione con la Città Universitaria della Sapienza. A giugno, le gigantesche mani di “Enlightenment” celebrano l’unione tra i popoli al Didrichsen Museum di Helsinki.
La scorsa estate a Forte dei Marmi, nei giardini di Bagno Alpemare, oasi artistica della famiglia Bocelli, si è tenuta la mostra “All We Need Is Love” in collaborazione con la Galleria d’Arte Contini.










