A Casa Artusi la cucina diventa lingua, memoria e diritto.
Quattro appuntamenti alla Festa Artusiana raccontano il cibo come patrimonio vivo, tra parole, identità gastronomica e nuove sfide della ristorazione
La cucina di CASA ARTUSI non è soltanto un insieme di ricette, ingredienti e tecniche. È una lingua che cambia, una memoria che si tramanda, un racconto dei territori e, oggi più che mai, anche un ambito professionale attraversato da regole, responsabilità e nuove competenze.
È attorno a questa idea che Casa Artusi costruisce quattro appuntamenti in programma giovedì 2 e venerdì 3 luglio, nell’ambito della 30ª Festa Artusiana di Forlimpopoli.
Il filo conduttore è il tema “Essere Patrimonio”, inteso non come semplice conservazione del passato, ma come capacità di riconoscere nella cultura gastronomica italiana un’eredità viva, in continua trasformazione.
Il percorso si apre giovedì 2 luglio alle 19 con la presentazione del volume I nomi del pane e della pasta di Valentina Iosco, in dialogo con Veronica Ricotta dell’Università per Stranieri di Siena. Nato nell’ambito del progetto di ricerca AtLiTeG, il libro ricostruisce l’origine e l’evoluzione di oltre centosettanta parole legate alla gastronomia italiana.
Un viaggio linguistico che dimostra come il patrimonio culinario del Paese passi anche attraverso i nomi, le trasformazioni del lessico, le tracce lasciate dalle comunità e dai territori.
Perché ogni parola del cibo custodisce una storia. Racconta passaggi culturali, migrazioni, abitudini domestiche, relazioni sociali. Pane e pasta, simboli assoluti della cucina italiana, diventano così strumenti per leggere l’identità di un Paese che ha sempre saputo trasformare la tavola in linguaggio condiviso. Al termine dell’incontro è previsto un aperitivo artusiano in collaborazione con Caviro.
Alle 21 l’attenzione si sposta sulla Sardegna con L’Isola che c’è: la cucina domestica di Sardegna, conferenza con Raimondo Mandis dedicata a una delle tradizioni gastronomiche più ricche e, al tempo stesso, meno raccontate d’Italia. Attraverso un viaggio nella cultura alimentare dell’isola emergerà il valore di una cucina tramandata per secoli quasi esclusivamente attraverso la memoria orale, rimasta sorprendentemente assente perfino dal celebre ricettario di Pellegrino Artusi.
La serata proseguirà con lo spettacolo Storie di Grazia e di amicizia, omaggio a Grazia Deledda nel centenario del Premio Nobel, interpretato da Paola Contini e Paola Sabbatani. Letteratura, musica e memoria si intrecceranno in un racconto che restituisce alla cucina il suo ruolo più profondo: quello di spazio intimo, identitario, familiare e collettivo.
Venerdì 3 luglio alle 19 sarà invece protagonista Il Conviviale. Arti, storie, culture dei cibi e delle mense, progetto editoriale e di ricerca ideato dal professor Tommaso Lucchetti insieme agli studenti del corso di Scienze Gastronomiche dell’Università di Parma. La collana esplora il convivio come fenomeno culturale, raccontando il cibo non soltanto come nutrimento, ma come luogo d’incontro tra storia, filosofia, agricoltura, artigianato e identità collettiva.
La tavola, in questa prospettiva, diventa uno spazio di relazione. Un luogo dove il sapere si trasmette, le comunità si riconoscono e la cultura prende forma attraverso gesti quotidiani.
La serata si concluderà con l’aperitivo artusiano e con la presenza dell’Azienda Agricola Tozzi-Fabbri, protagonista con il Pollo romagnolo.
Alle 21 spazio a un tema di forte attualità con la presentazione del volume A Cena con Diritto di Alessandro Klun, in dialogo con Enrico Vignoli. Il libro affronta, con un linguaggio accessibile, le principali questioni giuridiche che riguardano il mondo della ristorazione: dall’avvio di un’attività alle responsabilità nei confronti dei clienti, dalla sicurezza alimentare alla comunicazione digitale, fino alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Un incontro pensato per i professionisti del settore, ma anche per chi desidera comprendere quanto la qualità della ristorazione passi oggi anche attraverso la conoscenza delle regole. In un tempo in cui il mestiere del ristoratore richiede competenze sempre più ampie, il diritto diventa parte integrante della cultura dell’accoglienza.
Al termine della serata sarà presente il carrettino dei Gelati Artusiani.
Con questi appuntamenti Casa Artusi conferma la propria vocazione: raccontare il patrimonio gastronomico italiano nelle sue molteplici dimensioni. Non solo tradizione culinaria, dunque, ma anche lingua, ricerca scientifica, memoria, letteratura e cultura professionale.
Un patrimonio vivo, che continua a trasformarsi e che trova proprio nella conoscenza uno degli strumenti più efficaci per essere custodito, interpretato e trasmesso.
Tutti gli incontri si svolgono nella corte di Casa Artusi e sono a ingresso libero. Durante la Festa Artusiana, Casa Artusi è aperta ogni sera dalle 18 alle 23 con il percorso museale, la mostra fotografica 30 Tavole e la mostra Passaggi – Caviro e le nuove generazioni del vino.







